Nei giorni scorsi è stato ripristinato il pieno funzionamento del semaforo di via Trento.
Ricordiamo che il 27 gennaio scorso un automobilista ubriaco abbatté in un incidente con la propria automobile uno dei semafori.
L’uomo, fuggito dopo l’incidente, lasciò però l’auto sul posto. I carabinieri, subito intervenuti, lo rintracciarono a casa a stretto giro.
Chiediamo al vicesindaco, Mario Raso, di raccontarci come è avvenuto il ripristino.
«In seguito all’incidente, abbiamo preso contatti con la compagnia assicurativa, che copre i danni ai semafori; c’è voluto il tempo necessario alla burocrazia per intervenire, valutare il danno, avere un preventivo di spesa, commissionare i lavori.»
«Finalmente due giorni fa, giovedì 21 aprile, questi lavori si sono conclusi e l’impianto semaforico è tornato alla piena funzionalità”.
Ho notato che durante il periodo di mancata operatività, la velocità di transito delle automobili è aumentata notevolmente.
«Lo sappiamo: infatti quel semaforo è stato posizionato in quel luogo proprio per abbattere la velocità, in corrispondenza dell’inizio del centro abitato.»
Non è che l’avete messo lì per “far cassa”?
«No, non è stato messo per far cassa. L’impianto è stato messo per risolvere due problemi: uno era l’eccessiva velocità in ingresso al centro abitato, come detto, due era l’uscita dalla via Ronchetto, come si sa la visibilità in quel punto è praticamente nulla e a rischio di incidenti. In questo modo l’incrocio è regolato e l’uscita dalla via in questione è molto più sicura.»













