Fenegrò, martedì 18 giugno 2019
Aggressione nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 nel parco di Veniano.
Un uomo di 47 anni, Gabriele Luraschi, originario di Appiano Gentile, residente a Fenegrò da qualche anno, è stato arrestato per la morte di Hans Junior Krupe il ragazzo di 25 anni accoltellato l’altra sera durante la festa del paese, nel parco comunale. La vittima, nata a Como da papà olandese e mamma spagnola, viveva a Veniano.
In paese a Fenegrò sembra che nessuno conosca Luraschi, nessuno l’ha mai visto e nessuno sa chi sia. Sul web stanno circolando le fotografie del giovane assassinato, Hans Junior Krupe, il quale mi è stato detto aveva amici a Fenegrò anche perché avrebbe frequentato le scuole medie del paese.
Notizie di stampa raccontano che Hans aveva sete e si è diretto nella zona dove c’è una fontanella, chi è già stato al parco della villa di Veniano sa che è una zona appena appartata. Invece Gabriele voleva far andare in bici suo figlio, sempre in quei pressi. Sono le 22.15 quando Hans decide di andare alla fontanella all’esterno degli spogliatoi del campo sportivo comunale. La festa è sul lato opposto dell’edificio. Sul retro poche persone. Tra di loro Gabriele Luraschi in compagnia del figlio. Si era allontanato dalla moglie e dall’altra figlia per consentire al bambino di poter girare tranquillo in bicicletta.
Lui è seduto sui gradoni che conducono agli spogliatoi, proprio accanto alla fontanella dove Hans ha acceso l’acqua per dissetarsi. Secondo quanto hanno ricostruito i Carabinieri sono stati proprio gli spruzzi della fontanella l’assurdo movente del delitto. I due litigano, perché Krupe nel bere ha schizzato dell’acqua addosso a Luraschi. Dopo le male parole, i due vengono alle mani. A questo punto Gabriele Luraschi, che in tasca aveva un coltello a serramanico (29 centimetri, di cui 9 di lama) ha estratto l’arma. L’ha aperta. Ha sferrato un paio di colpi che hanno raggiunto – di taglio – la gamba del ragazzo. Poi altri due fendenti: il primo al braccio destro, il secondo sul fianco, verso la schiena, fatale. Il tutto davanti al figlio terrorizzato. Poi si allontanano.
Alcuni testimoni capiscono che c’è qualcosa che non va e si avvicinano a Krupe. Resisi conto immediatamente della gravità della situazione, avvertono il 118 e i Carabinieri. I militari dell’Arma intervengono subito, ascoltano i testimoni e visionano i filmati delle telecamere del parco. Nel giro di poco tempo individuano il responsabile.
Il presunto omicida (devo scrivere presunto, capite, in attesa che si concluda il processo fino al terzo grado di giudizio) è stato fermato nella sua abitazione, a Fenegrò, dai Carabinieri della compagnia di Cantù. Aveva i vestiti ancora sporchi di sangue e avrebbe poi ammesso le sue responsabilità. È stato arrestato in flagranza e trasferito in carcere al Bassone, il carcere di Como.
Hans Junior Krupe lavorava per la Ups, il colosso internazionale delle spedizioni, e viveva insieme ai genitori. Gli stessi che pochi minuti dopo il ferimento del figlio si sono precipitati sul luogo della tragedia. «Non parlava, non ci riusciva», ha raccontato un’amica che per prima ha soccorso il 25enne: «Non ci sono state urla, ma abbiamo capito che era successo qualcosa perché abbiamo visto altri ragazzi scappare di corsa. Mi sono avvicinata e l’ho visto a terra che cercava di rialzarsi, completamente sporco di sangue». I soccorritori del 118 hanno cercato di rianimarlo sul posto per diversi minuti, poi lo hanno trasportato all’ospedale Sant’Anna di Como in codice rosso. Le sue condizioni erano disperate ed è morto poco dopo.
Ora dico, un padre di famiglia, con moglie e due figli, va a una festa di paese con in tasca un coltello a serramanico?
Una vita spezzata, i genitori del ragazzo saranno accompagnati per sempre dal dolore causato dalla perdita incolmabile, un uomo in galera per anni, due figli che crescono col padre in galera e una moglie che si ritrova a essere vedova bianca. Per non parlare del risarcimento danni, da definire al termine del processo penale. Tutto questo per qualche schizzo d’acqua alla festa patronale.













