Da un’apparente banalità, in questo romanzo si snoda un racconto che finisce per essere un tributo alla libertà e insieme una critica alle convenzioni della società borghese.
Il giornalista Vatanen e il collega fotografo, al ritorno in auto dopo un servizio fuori città, rischiano di investire una lepre in una strada di campagna.
Il primo raggiunge l’animale e da quel momento non l’abbandona più, per rinunciare invece progressivamente a tutto quello che faceva parte della sua vita quotidiana.
A cominciare dal fotografo che, scocciato dal comportamento di Vatanen, decide di lasciarlo alla sua lepre e al suo destino.
Ma al protagonista non importa, perché ha già fatto la sua scelta: fuggire dalla realtà.
Come Kees Popinga, il protagonista de L’uomo che guardava passare i treni di Simenon, la cui fuga diventa una sfida che provoca una persecuzione.
O come Mattia Pascal, ne Il fu Mattia Pascal di Pirandello, che fugge dopo avere scoperto di essere stato dato per morto e assume una nuova identità: quella di Adriano Meis.
Dalla decisione di Vatanen si snoda una narrazione di fatti e persone bizzarri, stravaganti e a volte esilaranti.
Ma soprattutto di ambienti, dove la natura finlandese diventa la vera coprotagonista insieme al giornalista e alla sua lepre.
Dettagli prodotto
Autore: Arto Paasilinna
Traduttore in italiano: Ernesto Boella
Editore: Iperborea
Anno di edizione: 1994
In commercio dal: 11 gennaio 2002
Pagine: 204
Brossura
EAN: 9788870910407
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Ho un sospetto: La copia omaggio è una tangente?
Pertinente: La morte della recensione (di Lucio Lami) in Mercato, baroni e mafia.
Infine: A furia di lodare i libri (di Cyril Connolly).
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