
Como, martedì 12 novembre 2019.
È stato un giorno di vento.
Ho parcheggiato l’automobile nei pressi del ristorante Lido di Villa Olmo, che di recente ha conquistato l’attenzione dei mezzi di comunicazione, che si occupano di Como, per via di una lunga lista di reati, contestati dalla Guardia di Finanza.
Il parcheggio ha un prezzo conveniente, se confrontato con i parcheggi presenti a ridosso della città murata, per esempio quello di via Rosselli o quello dietro il Tribunale.
Quindi, passeggiata. Ho attraversato il parco di Villa Olmo, fiancheggiato il lago lungo mediante la via pedonale che porta all’hangar e allo stadio. Ho tenuto a sinistra il lago, le palazzine dello Yacht Club e della Canottieri. Ecco i giardini a lago, il Tempio Voltiano, le automobili della Polizia e il furgoncino della Guardia di Finanza. C’è ancora una vistosa buca nell’asfalto, chissà se la manutenzione comunale prima o poi la colmerà. I poliziotti chiacchierano tra loro, con la sola presenza scoraggiano le attività illecite di spaccio e consumo di droga, in questo luogo ormai divenute croniche. Un giovane, con i capelli rasta e il ciondolare perso di chi non ha il controllo di sé, si allontana, scoraggiato. Cercava una dose, probabilmente, o del fumo, ma gli spacciatori gambiani questo pomeriggio sono altrove; la presenza della polizia e delle unità cinofile impedisce lo smercio illegale.
I finanzieri portano a spasso i cani antidroga. Questo è ciò che è diventato il giardino di Como per antonomasia, il fiore all’occhiello della città, il luogo dove le mamme portavano i propri figli di età scolare a giocare. Li portavano, prima che arrivasse il degrado.
Sono andato in centro, sono passato attraverso l’attraversamento pedonale, con semaforo, di piazza Cavour. Ho girovagato all’interno della città murata, a scattare qualche fotografia e preparare un servizio, che spero di poter pubblicare prima o poi. Mi mancano ancora un luogo e uno scatto…
Novembre. I mesi autunnali e invernali sono forse quelli più autentici, il numero dei turisti cala vistosamente, amo passeggiare liberamente senza meta. Banalmente, i paesi di lago sono costretti tra la montagna e l’acqua, gli spazi sono ristretti, i parcheggi sono scarsi, nelle stagioni con pochi visitatori è più semplice, più pratico, avventurarsi alla scoperta delle tante bellezze senza tempo.
Sono un comasco che vuole guardare la poesia di questi luoghi meravigliosi.
Ho girato un brevissimo video, sono otto secondi: il vento agita il lago, terge il cielo, muove le bandiere in cima al monumento ai caduti. Le onde si infrangono sulla riva a pochi passi dal Tempio Voltiano.
Video: Como. Lago mosso di fronte al Tempio Voltiano. 12 novembre 2019.












