Pranzo al “Doppio Malto”, nella vicina Casnate con Bernate (comune derivante dalla fusione dei preesistenti Casnate e Bernate Rosales, unificati nel 1937). “Doppio Malto” da rivedere, ho pranzato calorico, quindi ho evitato la birra, che in realtà dovrebbe essere il motivo per cui si viene qui. D’altronde la pizza, che ho preso per prima, è un po’ piccola, al termine avevo ancora fame, ho ordinato anche una chicken wrap — arrivata con patatine e maionese. Tutto molto buono come prima impressione, penso che una sola sosta non sia sufficiente per dare un giudizio. Tornerò.
Parcheggio al solito posto dove c’è il Tennis Club, a Villa Olmo. C’era una camionetta dell’Esercito a presidiare la zona.
Giornata uggiosa, tuttavia spettacolare. Ho notato diversi turisti, e sì che siamo a metà novembre ormai; il lago, come il mare, dà il meglio di sé nella bella stagione.
La neve ha imbiancato le cime delle montagne che circondano il lago. Nella foto qui sotto, vediamo in primo piano in basso Torno, alle spalle una parte delle montagne del Triangolo Lariano, con la neve in quota. E’ una quota relativamente bassa, siamo sui 1.300/1.400 metri. In foto dietro Torno dovrebbero essere i monti (da sinistra a destra) Careno, Preaola, di Palanzo e di Faello. Ripeto non sono sicuro, mi sto basando su deduzioni, ho la cartina aperta davanti a me mentre scrivo.

Ho incrociato un uomo con due cani, liberi, non ci siamo, i cani andrebbero sempre tenuti al guinzaglio. A quanto pare non ci sono controlli. Forse mi toccherà indossare una videocamera sempre accesa, in caso di imprevisto!
Passo davanti allo Yacht Club e – debbo dire con notevole sorpresa – noto un’automobile, parcheggiata in uno degli appositi spazi per disabili, sfoggiare una multa! Incredibile! Medaglia al coraggioso vigile urbano!
Supero il Monumento ai Caduti e il Tempio Voltiano, prima o poi scriverò anche di questi e pubblicherò le fotografie. Oggi mi ha sorpreso vedere in azione il battello spazzino, non è facile, in passato anche recente è stato spesso fermo per manutenzione e per beghe politiche e amministrative. La solita Italia insomma.
Eccolo qui in un’altra foto, mentre si gira per continuare l’opera, sotto lo sguardo curioso di una manciata di residenti e turisti (non inquadrati). Qualchedun altro, oltre a me, scattava foto. In effetti, in tanti anni che giro Como, non ho ricordi nitidi del battello spazzino in azione. L’occasione meritava.

In seguito alle piogge degli ultimi giorni, il livello del lago si è alzato parecchio. Siamo vicini all’esondazione. La parte più bassa della diga foranea è bagnata dalle onde che si infrangono. Il lago ancora non la ricopre, e oggi la diga era aperta e vissuta da comaschi, turisti e pescatori.
In piazza Cavour, vedere foto qui sotto, il lago è esondato, sia pure di pochi centimetri. Cigni e germani reali curiosano in giro. L’anno scorso, nello stesso punto, in occasione di una precedente esondazione, una coppia di cigni fece il nido proprio lì. Per chi non fosse pratico della zona, preciso che si tratta di un punto molto trafficato, sia da parte degli autoveicoli che da parte dei pedoni. Questi ultimi, ricordo, erano molto divertiti e scattavano fotografie in continuazione. I cigni sembravano del tutto indifferenti.

L’aria era fresca, frizzante. Ho goduto di un panorama autunnale meraviglioso. Ho notato una cosa bizzarra. Con tutta questa bellezza naturale, che fa da cornice alla città, perfettamente godibile con una passeggiata, non avrei mai pensato di vedere un giovane sui venticinque/trent’anni, che, appoggiato al muro della diga di viale Geno, stava guardando un film sul telefonino.













