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Recensione libro: “Volevo solo dormirle addosso”, di Massimo Lolli

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Copertina libro: "Volevo solo dormirle addosso", di Massimo Lolli.
Copertina libro: "Volevo solo dormirle addosso", di Massimo Lolli.

Fenegrò, martedì 14 aprile 2020

Quattro stelle di valutazione su cinque.
Quattro stelle di valutazione su cinque.

Tra il 4 e il 5 giugno 2020 frequentai un corso di formazione, tenuto dal professor Mauro Cavallone, con oggetto: “Far crescere risorse e talenti. Da Capo ad Allenatore”.

Si parlava dell’elogio. Siamo in azienda, l’elogio è quello che va diretto al collaboratore, sottoposto si intende. In altre parole, il manager elogia il dipendente.

Come deve essere l’elogio?
L’elogio deve essere autentico. Autentico e specifico. Autentico, specifico e breve. Autentico, specifico, breve e tempestivo. L’elogio deve essere autentico, specifico, breve, tempestivo ed esclusivo.

Nel libro, così come nella dispensa che ci venne consegnata, che riportava il brano integralmente, ogni aggettivo, di cui all’elenco sopra, viene spiegato in modo esaustivo.

Mi colpì la considerazione che il docente aveva di questo libro. E’ per questa sola ragione che l’ho acquistato e l’ho letto.

Notare: oggi è il 14 aprile 2020 e sto scrivendo una relazione a proposito di un libro (che ho terminato di leggere ieri) la cui prima edizione risale al 1998, arrivato almeno alla seconda ristampa (che è quella che possiedo) poi ripubblicato in una nuova edizione nel 2004, in seguito al successo del film, che ha trainato ancora qualche vendita, e mai più rimesso in circolazione.
Oggi questo libro è reperibile solo nel mercato dell’usato, che è poi dove l’ho trovato.

In questo libro, l’autore, che era e ancora è manager di una multinazionale (intanto l’ha cambiata) e si occupa di risorse umane, indaga le dinamiche interne a una media azienda, con la scusa di una trama imbastita intorno alla necessità, per il protagonista, di far uscire dall’azienda – senza licenziare – un certo numero di dipendenti.

Si mescolano episodi vissuti in azienda e situazioni sentimentali del protagonista. Il finale è aperto, cosa che a me la maggior parte delle volte che ne ho incontrati non piace, l’unico finale aperto che ho gradito è quello del Conte di Montecristo, qui stiamo parlando di “Volevo solo dormirle addosso”, con tutto il rispetto… 

Ho voluto mettere quattro stelle perché non ricordo altri romanzi così incentrati sulla vita aziendale e così interessanti dopotutto; è anche ben scritto, cosa che non guasta. 

“- Ci pensi ancora?
– Sì. Quando rimango solo in ufficio o la sera a casa, penso solo a lei. Cerco di ricordare per capire, ma finisco sempre col ricordare per rivivere.”


“Alle otto l’acqua bolle. Aspetto il verso del citofono per buttare la pasta. Accendo la tivù e guardo il telegiornale. Le otto e cinque, guardo l’orologio. Riguardo alle otto e dieci. Vado in cucina, abbasso il fuoco sotto la pentola, assaggio qualcosa. Le otto e un quarto. Inizio a innervosirmi. Faccio un paio di camminate in giro per la casa, giro su Videomusic. Guardo le immagini scorrere. Penso a lei. Le otto e venti. Mi sto incazzando. Perché non telefona se ritarda? Controllo che la cornetta sia ben riposta. Vado sul balcone. Le luci nella notte. Fa freddo. Le otto e venticinque. Il telegiornale è alla frutta, io devo ancora iniziare. La donna in video ha un tailleur bianco e i capelli biondo chiaro. Che cazzo sta facendo? Le otto e trenta.”


Dettagli prodotto
Titolo: Volevo solo dormirle addosso
Autore: Massimo Lolli
Copertina flessibile
Pagine: 172
Editore: Limina (01 febbraio 1998)
Collana: Sogni e memorie
Lingua: italiano
ISBN-10: 8886713746
ISBN-13: 978-8886713740


Per saperne di più sopra le mie recensioni, cliccare qui per l’introduzione.
A proposito delle mie recensioni di libri: avviso di un piccolo (grande) cambiamento.
Ho un sospetto: La copia omaggio è una tangente?
Pertinente: La morte della recensione (di Lucio Lami) in Mercato, baroni e mafia.
Infine: A furia di lodare i libri (di Cyril Connolly).
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