
Fenegrò, venerdì 17 aprile 2020
Ho chiesto una testimonianza a Chiara Calabrò, una mamma di Limido Comasco improvvisamente balzata all’onore delle cronache locali.
«Ci può parlare della sua iniziativa, e dei motivi che l’hanno portata a compierla?»
«Le motivazioni personali che mi hanno portato ad abbracciare l’iniziativa delle ceste solidali (nata in grandi città come Napoli e Milano) sono state quelle di voler portare un gesto semplice, umano, solidale e alla portata di tutti anche nella piccola realtà del mio paese. Desideravo trasmettere un segnale di speranza, dedicato a chi sta affrontando reali difficoltà, e allo stesso tempo di unione e forza a tutta la cittadinanza. Con questo gesto si ha un beneficio reciproco: chi dona si sente parte di qualcosa e può partecipare attivamente dando il proprio contributo in questo difficile e particolare momento, restando comunque a casa; chi prende non si sente perso, solo e isolato».

«Questa iniziativa ha un motto, che è facile da ricordare. Qual è?»
«Il “motto”, definiamolo così, dell’iniziativa, ne sintetizza alla perfezione lo spirito: “Se hai, metti. Se non hai, prendi”. Il tutto poi avviene in completo anonimato e libertà da entrambi le parti interessate, chi dona e chi riceve.»
«Come e quando ha cominciato?»
«Tutto è iniziato il giorno prima di Pasqua: una volta ottenuta l’autorizzazione da parte dell’ amministrazione comunale, ho creato il simbolo dell’iniziativa, ho scelto e riempito la cesta insieme ai miei figli e l’ho posizionata in prossimità della mia abitazione, via Roma. Una foto con una piccola didascalia sulle chat dei gruppi scolastici ha fatto tutto il resto. In poco tempo l’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo e generosità; in poche ore le ceste sono arrivate a 5, dislocate in vari punti del paese. Ovviamente poi il meccanismo è stato affinato. Abbiamo dato piccoli suggerimenti, in modo tale da ridurre al minimo gli sprechi e monitorare il comportamento delle ceste. Visto il “successo” dell’iniziativa, segno che ci sono persone nel bisogno, e la partecipazione di tanti donatori, ho sollecitato l’amministrazione comunale a far pervenire la notizia dell’iniziativa, tramite i canali a sua disposizione , alle famiglie bisognose (veri destinatari).»
«Funziona?»
«Il meccanismo funziona. Le ceste hanno un ricambio continuo e veloce: sono bellissime, colorate, sprigionano un messaggio di gioia, speranza e condivisione. Possono essere riempite con qualsiasi tipologia di prodotto rigorosamente imballato: alimentari, prodotti per l’igiene della casa e della persona, libri, giochi…»
«Un gesto solidale, che porta gratificazione a chi riceve ma anche a chi dà, non è così?»
«Sì, ogni giorno ricevo bellissimi messaggi: “Basta davvero poco per stare tutti meglio”, mi scrivono, oppure “Tante gocce formano il mare”, “È in questi momenti che mi sento orgogliosamente limidese”, o ancora “Insieme ce la faremo”.»
«Quante ceste ci sono a Limido?»
«A oggi le ceste in tutto sono otto e grazie alla rete sociale delle mamme l’iniziativa si è estesa anche a Fenegrò, che ha dimostrato altrettanta generosità e prontezza. La prima cesta è stata posizionata martedì 14 aprile, in prossimità del’ufficio postale vicino al cancello della Biblioteca.»
«Chi ha portato a Fenegrò questa iniziativa?»
«Un gruppo di mamme, che in questo momento desidera restare anonimo.»

«Sa quante ceste ci sono a Fenegrò, e dove sono posizionate?»
«In questo momento me ne risultano due, una è quella descritta prima, in via Roma; un’altra mi risulta essere stata posizionata in via XXV Aprile all’angolo con via Dante.»
«Siamo un po’ indietro rispetto a Limido, che di ceste al momento ne ha otto, sparse per il territorio comunale. Che incoraggiamento ci può dare?»
«il numero non conta, la cosa importante è che il messaggio sia arrivato e sia stato accolto. Cari fenegrolesi, vi invito a colorare le vostre strade!!!»












