Fenegrò, domenica 13 dicembre 2020.
Correva la stagione calcistica 1985-86 (spero di ricordare bene).
Per diletto e divertimento “lavoravo” in una radio privata locale (Idea Radio di Lurate Caccivio). Insieme a Carmelino Di Carlo decidemmo di creare un programma sportivo di cui io avrei curato l’ideazione e la conduzione.
Cominciai a frequentare la Pinetina in cerca di interviste ai calciatori (e chi mi conosce può immaginare quanta fatica mi sia costata) e poi in maniera più temeraria mi sono spinto fino a Milanello.
In modo praticamente abusivo mi intrufolai vicino al campo di allenamento dove vidi giocatori come Baresi, Maldini, Hateley, Virdis, Tassotti, ecc. Al termine dell’allenamento chiesi praticamente a tutti se potevo far loro qualche domanda per conto della piccola emittente ma niente, nessuno mi degno’ neppure di uno sguardo, nessuno tranne uno! Mi disse di aspettarlo al termine della doccia e così feci, emozionato e stupito che proprio lui mi avesse detto sì!
Avevo quasi paura che mi bidonasse ma a un certo punto eccolo, sorridente e cordiale. Una stretta di mano, presentazioni e via.
Gli spiegai che la radio per cui lavoravo era una piccola emittente della provincia di Como e certamente l’intervista non avrebbe lo stesso risalto delle radio e TV nazionali. Sorrise e mi rispose che se da solo e con i miei mezzi personali ero arrivato lì per fare un’intervista, lui me l’avrebbe concessa volentieri. Furono 10 minuti nei quali parlò a ruota libera…
Ecco, in questi giorni tristi nei quali ho perso una persona cara (ciao zio Vittorio), mi piace ricordare così il grande Paolo Rossi, uomo garbato e gentile.
Enrico Cantaluppi













