Fenegrò, venerdì 26 febbraio 2021.
Il dottor Gianluigi Marinoni, stimato medico di base di Fenegrò, attraverso un lungo e appassionato messaggio, pubblicato sulla propria bacheca Facebook, ha annunciato il ritiro in pensione.
C’è un’immagine di Pegaso, il mitologico cavallo alato. La vitalità e la forza del cavallo, unite alla capacità di volare e quindi di svincolarsi dal peso della gravità fanno di Pegaso un simbolo della vita spirituale del poeta e della sua ispirazione che si eleva indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo terreno.
Questo è il testo pubblicato:
LA LUNGA CAVALCATA
È stata una lunga e bellissima avventura. Sdraiato al tuo fianco, mentre bruchi l’erba tranquillo, inseguo le nuvole nel cielo. Ed ecco apparire una sequenza infinita di immagini. Aneddoti, ricordi. Un casolare di campagna. Un uomo steso nel letto in una stanza poco illuminata. Sul pavimento, un secchio di vomito e sangue. Una bella signora mi accoglie alquanto discinta. Non sapeva che ci fosse il sostituto. I corridoi bui dell’Istituto milanese dove ho trascorso dieci anni. Le illusioni della “geriatria attiva”. In contemporanea, l’inizio del mio lavoro come medico di base nel neonato Servizio Sanitario Nazionale. I primi pazienti in ambulatorio. Le corse in autostrada per arrivare in tempo. La signora che mi diceva sempre: “Porti pazienza, dottore, andrà in paradiso”. Una frase storica, che mi accompagnerà durante tutto il mio percorso. Troppi ricordi per poterli riordinare secondo una logica temporale. Dal primo ambulatorio con le stufette a gas al Centro Medico con segretaria e infermiera, dalle ricette fatte a mano alle dematerializzate inviate per e-mail. Ascoltare e cogliere i segnali importanti. Sono i comandamenti del medico di base, divenuto poi medico di medicina generale ed ora medico di assistenza primaria. All’inizio, affrontavo i drammi dell’esistenza con la spavalderia tipica della gioventù, usando la Scienza come uno scudo invincibile. Poi ho capito che anche la Scienza ha le sue zone d’ombra, che queste ultime vanno riempite con buon senso e umanità. Ho amato il mio lavoro ed ho cercato di difenderlo dai continui attacchi di chi lo vorrebbe declassare. Un politico ha detto che siamo inutili, che basta Internet per farsi da soli la diagnosi e trovare lo specialista giusto. Poveretto, gli auguro di non avere mai davvero bisogno di noi. Ricorderò sempre i miei pazienti, tutti i miei pazienti, anche quelli dal carattere più difficile. Quelli che ci sono e quelli che non ci sono più. Tanti, tantissimi, una moltitudine di volti, storie, sofferenze. Ora hai smesso di brucare e mi fissi con intensità. Hai capito all’improvviso il perché di queste riflessioni. Adesso, nelle pieghe del mio volto, hai letto la stanchezza. Per te i giorni sono sempre uguali. Tu vivi nei sogni dell’Umanità e galoppi tra le nuvole. Proprio così ho vissuto il mio lavoro, come una lunga cavalcata su un magico destriero. Ma le magie non durano in eterno. Non essere triste. Toccherà a qualcun altro inseguire i miei stessi sogni e rivivere le mie stesse avventure. Addio, Pegaso, mitico compagno di oltre quarant’anni di vita. Dispiega le ali e riprendi il tuo volo meraviglioso. Mi mancherai.
Immediati e numerosi i commenti – ben quarantasette al momento di pubblicare questo articolo.
Tra questi, c’è chi, come fa Maria Pia Galli, semplicemente ringrazia il dottore: “Bellissimo pensiero, grazie di tutto!!! Buona pensione!!!”.
Altri, come Elena Catta, ricordano di essere in pensione e danno il benvenuto nella nuova comune situazione al dottore: “Ciao, io sono in pensione da 9 anni. I ragazzi mi mancano sempre, con loro mi sentivo ancora giovane studentessa del nostro regio liceo. Tutto passa ma arrivano altre gioie e poi, finito questo periodo, potremo trovarci con Paolo come dei liberi liceali!!!! Un abbraccio”.
I ringraziamenti e i saluti sono proprio tanti, impossibile citarli tutti. Alcuni ricordano episodi particolari, come fa Gianantonio Abate, che invita l’amico dottore a trovare il tempo per ritrovarsi: “Ciao Gian… ci organizziamo per la cena estiva con i vecchi compagni di merende… profonda e poetica la tua riflessione! Un abbraccio”.
Il dottor Marinoni entrerà in pensione a partire da lunedì 1 marzo 2021.
Per quanto mi riguarda, in qualità di farmacista del paese, sono stato lieto di averlo avuto come interlocutore, abbiamo avuto una collaborazione professionale comune sensibile e dedicata alla salute dei nostri pazienti. Inizia una nuova vita, la stima rimane, la macchinetta del caffè è sempre accesa.













