Fenegrò, sabato 20 marzo 2021.
Domani, domenica 21 marzo 2021, anche a Fenegrò si svolgerà la manifestazione “Scuola in Presenza”, nel rispetto delle normative anti-Covid-19.
La manifestazione avrà luogo alle 15:30 nello spazio antistante l’ingresso delle Scuole Medie di Fenegrò, in via dell’Arte 1.
Manifestazioni analoghe sono previste in tutta Italia. Come si legge sulla locandina, «Riempiremo le piazze di disegni dei bambini, perché le nostre case non sono la scuola; di zaini, da disporre a scacchiera; di scarpe dei nostri bambini e ragazzi».
Di seguito, il messaggio di uno dei genitori che ha organizzato la manifestazione di Fenegrò:
Buongiorno,
siamo un gruppo di genitori i cui figli frequentano le scuole, di vario ordine e grado, dell’IC di Fenegrò. Ci siamo incontrati virtualmente discutendo dell’attuale situazione legata alla chiusura delle scuole e abbiamo deciso di aderire alla rete nazionale “Scuola in presenza” e di indire una manifestazione per domenica 21/3 a Fenegrò, nel piazzale antistante la scuola secondaria di primo grado.
Con questa mail vorremmo chiedervi di aiutarci a diffondere la nostra iniziativa, eventualmente a partecipare all’evento domenica oppure a inviarvi alcune foto della manifestazione così da poter dare risonanza alla manifestazione e alle nostre motivazioni.
In allegato vi inviamo la locandina dell’evento e la lettera che abbiamo inviato alle amministrazioni comunali di Lurago Marinone, Limido Comasco, Cirimido e Fenegrò, alla dirigente dell’Istituto Comprensivo di Fenegrò e ai direttori delle scuole dell’Infanzia di Lurago Marinone, Cirimido e Fenegrò.
Vi ringraziamo per l’attenzione e la disponibilità.
Ecco il comunicato stampa della Rete Nazionale “Scuola in Presenza”:
16 marzo 2021
La Rete Nazionale “Scuola in Presenza” annuncia per il giorno 21 marzo (20 marzo a Rimini) una manifestazione nazionale in 12 regioni d’Italia per chiedere a gran voce la riapertura delle scuole.
A un anno dall’inizio della pandemia, le Istituzioni continuano a non riconoscere l’istruzione in presenza come diritto fondamentale ed essenziale, in violazione della Costituzione. La scuola, ci ricorda l’art. 34 della stessa [1], è “aperta a tutti” e tutti i giovani hanno diritto a un percorso di studi di qualità.
Gli studenti, e le loro famiglie, stanno ancora una volta pagando un prezzo altissimo, sia in termini di istruzione negata, sia per il danno psicologico e sociale causato dall’uso prolungato della Didattica a Distanza e dell’obbligo innaturale all’isolamento.
Sconcertati dall’indifferenza del Governo e delle Regioni su un tema fondamentale per il futuro del nostro Paese e preoccupati dalla crescente disuguaglianza sociale, i comitati aderenti alla Rete Nazionale “Scuola in Presenza” scenderà in piazza in maniera coordinata e sicura per chiedere il ripristino immediato della didattica in presenza per ogni ordine e grado d’istruzione.
Non tollereremo, in ogni caso, che si rimandi l’apertura oltre l’8 aprile né che la Didattica a distanza venga adottata come “soluzione” di lungo termine al problema della pandemia mentre altri Paesi europei si attivano per difendere l’istruzione in presenza.
Uniti da Nord a Sud siamo pronti a mobilitarci in ogni sede per far in modo che gli studenti italiani di ogni regione possano godere di uguali diritti e per frenare il crescente gap di formazione e salute nei confronti dei loro coetanei europei.
Nota:
La rete «Scuola in Presenza», rigorosamente apartitica e trasversale, raggruppa al momento oltre 20 comitati e associazioni di genitori, insegnanti e studenti di tutta Italia che già da mesi stanno collaborando e si stanno impegnando a favore della scuola. Insieme rappresentiamo quasi 40.000 aderenti e sostenitori che hanno a cuore il futuro del Paese.
La rete chiede alle Istituzioni di:
- Riconoscere che l’istruzione è un diritto fondamentale ed essenziale che deve pertanto rimanere svincolato dall’automatismo delle “zone a colori”. Le Istituzioni si devono adoperare per mettere in atto rapidamente tutte le misure necessarie allo svolgimento delle lezioni in sicurezza e in presenza per ogni ordine e grado di istruzione. La scuola deve essere l’ultimo luogo a chiudere in caso di picco di contagi, non il primo. Non si possono avere centri commerciali aperti e scuole chiuse.
- Rigettare l’uso prolungato e indiscriminato della Didattica a Distanza come strumento di insegnamento in quanto inefficace, svilente per gli insegnanti, discriminatorio per gli studenti provenienti da famiglie fragili e lesivo nei confronti degli alunni con disabilità o difficoltà di apprendimento.
- Ricordare che la tutela della salute della comunità non si esaurisce nella battaglia al Covid-19, ma deve necessariamente includere la difesa della salute psicofisica, oggi gravemente minacciata in bambini e adolescenti. La prolungata mancanza di socialità e di una sana relazionalità didattica sta determinando tra i giovanissimi [1] un allarmante aumento dei casi di tentato suicidio e di autolesionismo, mentre la scarsa attività fisica e il dilatarsi del tempo trascorso davanti a tablet e PC inducono l’aumento dei casi di pubertà precoce [2].
[1] https://www.huffingtonpost.it/entry/i-giovanissimi-si-tagliano-e-tentano-il-suicidio-mai-cosi-tanti-ricoveri-prima-della-pandemia_it_6006f714c5b697df1a09146e
[2] “Impact of COVID-19 pandemic lockdown on early onset of puberty: experience of an Italian tertiary center” | Italian Journal of Pediatrics | Full Text (biomedcentral.com)













