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Scopriamo Fenegrò: la cappelletta della Valmorana

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La facciata della cappelletta della Madonna di Pompei. Fotografia © di Giancarlo Nicoli.
La facciata della cappelletta della Madonna di Pompei. Fotografia © di Giancarlo Nicoli.

Fenegrò, giovedì 24 febbraio 2022.

In tempi recenti, più precisamente negli ultimi due anni, forse non a caso in questo tempo di pandemia, è ritornato un vivo interesse nei confronti della cappelletta, dedicata alla Madonna di Pompei, che sorge nei pressi della Cascina Valmorana, a Nord di Fenegrò.

Nei secoli scorsi, la peste colpì anche Fenegrò, che aveva con certezza due lazzaretti, uno a Sud, in zona San Quirico – c’è ancora, a testimonianza, la via del Lazzaretto – e uno a Nord del paese, nella zona della Cascina Valmorana.

A poche decine di metri a Sud della Cascina Valmorana, sorge una piccola cappella, dedicata alla Madonna di Pompei. Si ritiene che essa sorga nel luogo in cui alcuni secoli fa si trovava il lazzaretto di cui si diceva.

Un documento di compravendita, conservato negli archivi storici, conferma l’esistenza di un lazzaretto nel terreno dove ora sorge l’attuale cappelletta. L’atto notarile venne redatto il 1 maggio 1895 tra i Signori Pagani, venditori, e il Signor Antonio Guffanti, compratore.

Nell’atto, al punto cinque, è scritto: “I venditori lasciano alla scelta del compratore di conservare quel segno che crederà in ricordo dei poveri defunti della peste.”

Fino al 1910 circa, il segno conservato in memoria dei defunti dal Sig. Guffanti fu una semplice croce di legno. Successivamente lo stesso Guffanti edificò la piccola cappella.

La cappelletta della Madonna di Pompei è ancora oggi meta di visite da parte di devoti abitanti di Fenegrò, che ci vanno per trascorrere un momento di raccoglimento, di riflessione o di preghiera, nella pace e (non sempre) nella solitudine della campagna.

Nella piccola cappella, fino al 1933 circa, era custodita una statua del Sacro Cuore, sostituita in seguito da un quadro della Madonna di Pompei. Tale quadro faceva parte dell’arredo della camera nuziale della signora Petronilla Clerici, prima moglie di Luigi Guffanti, un figlio del Signor Antonio, morta di tubercolosi.

Luciano Guffanti, in un articolo uscito sul quotidiano “La Provincia” venerdì 5 Marzo 2010, ricordò un episodio della sua famiglia: nel 1922 la madre si era ammalata di tubercolosi e il medico ordinò al padre, il signor Luigi Guffanti, di bruciare tutti gli oggetti della camera. Nonostante un grande falò, quel quadro si salvò e ne uscì praticamente indenne. «In paese gridarono tutti al miracolo – raccontò Luciano – e quindi il quadro venne trasferito nella chiesetta del Lazzaretto ed esposto ai fedeli. La domenica le anziane di Fenegrò, che sono molto devote alla Madonna di Pompei, si raccoglievano alle 14 intorno al quadro per recitare il rosario».

Alla metà degli anni Ottanta, anche in seguito a dei danneggiamenti causati da atti vandalici, la cappelletta venne ristrutturata dagli eredi dei proprietari di allora, in particolare dal Signor Eugenio Pozzi, uno dei pronipoti, che la rese di nuovo un caratteristico punto di devozione per i fenegrolesi.

Da alcuni mesi, dopo che Eugenio P. e Marco M. (così si firmano in una targa apposta sulla loro opera) hanno realizzato e donato al libero uso dei visitatori una panchina gigante gialla, la cappelletta e la panchina sono diventate oggetto di turismo locale.

Come arrivare:

  • dalla provinciale via Trento, si svolta in via Valmorana e la si segue, in direzione prima ovest e poi sud, fino a destinazione. Sono poche decine di metri in tutto a partire dalla provinciale. E’ tutta strada bianca liberamente percorribile. Da preferire se si giunge in automobile.
  • da via Mascazza o da via della Valle, in direzione nord. Via Mascazza ha un tratto asfaltato, poi la strada diventa bianca. Via della Valle è tutta bianca. Da preferire se si vuole passeggiare o pedalare nella campagna.

Bibliografia:

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