Milano, 14 marzo 2019. Dal nostro inviato. Siamo stati sbeffeggiati a casa nostra, ridicolizzati. Eravamo come il pugile che, messo all’angolo del ring, non faceva altro che incassare, colpo dopo colpo, senza mai reagire. È stata davvero una serata tragicomica, sotto ogni punto di vista. Una squadra spenta, svuotata, svogliata come davvero poche altre volte ho visto. Eppure le motivazioni non sarebbero dovute mancare. È anche vero che viste le numerose assenze, chi per un motivo chi per un altro, forse non era neanche facilissimo fare meglio. A questo punto il fattore campo avrebbe potuto recitare un ruolo fondamentale, e in modo particolare il pubblico di San Siro si sa che apporto può dare in notti come queste. Ma qui la società Inter ha commesso un errore clamoroso, l’ennesimo, di un periodo – per usare un eufemismo – non di certo roseo per quanto riguarda le scelte: mettere a disposizione 15.000 biglietti ai tifosi dell’Eintracht Francoforte. E così, anche il fattore campo, una delle poche armi che i neroazzurri avrebbero potuto avere dalla loro parte, è stata vanificata. Un ambiente surreale che, in tanti anni di stadio – fortunatamente – non mi è mai capitato di trovare. Una serata da dimenticare per il popolo interista, che ha dovuto subire la terza eliminazione stagionale e di fatto ha visto chiudere la nona stagione consecutiva senza alzare un trofeo. Il tutto senza dimenticare che tra meno di 48 ore ci sarà un crocevia fondamentale per gli uomini di Spalletti e per lo stesso allenatore toscano. Non tanto per quanto riguarda il suo futuro, che forse è già segnato, ma per le sorti dell’Inter, che in caso di sconfitta, vedrebbe il terzo posto lontano ben 4 punti e il quarto posto seriamente a repentaglio. E a questo punto sì che la stagione neroazzurra sarebbe pressoché fallimentare.
Riccardo Di Lella













