
Como, martedì 15 marzo 2022.
Avevo già descritto la cosiddetta “spiaggia del Cosia”.
Oggi torno in argomento perché questo inverno il fenomeno è molto vistoso. Il motivo è dato dalla siccità. Il lago di Como è sempre più basso.
Un articolo, uscito ieri sul sito del quotidiano “La Provincia”, cita alcuni dati storici. Il Lario ha superato i 28 centimetri sotto lo zero idrometrico. Se scenderà ancora un po’, renderà difficoltosa (o addirittura impossibile) la navigazione.
Il record negativo degli ultimi anni è del 13 marzo 1983, quando il lago era sceso abbondantemente sotto il meno 40, attestandosi a meno 49,5. Ci si potrebbe arrivare nei prossimi giorni, perché non sono previste piogge a breve.
Il lago di Como riceve acqua dal principale immissario, che è il fiume Adda. A sua volta l’Adda raccoglie le precipitazioni della Valtellina. Non è raro che a Como non piova ma il livello del lago resti stabile, o si innalzi, perché piove (e nevica) in montagna. Tuttavia quest’anno la siccità riguarda anche le Alpi lombarde, di conseguenza non arriva acqua dall’Adda e inoltre arriverà meno acqua nella stagione calda, perché non c’è neve che potrà sciogliersi.

Ho passeggiato sul lungolago in cerca di una riva che mi consentisse di scattare una foto esplicativa, qualcosa che potesse rendere l’idea di quanto il lago sia basso. Questa qui sopra forse è la fotografia giusta, insieme a quella immediatamente più sotto.
Mi trovo all’ormeggio di villa Olmo. Questa riva è solitamente inaccessibile. Il livello del lago è normalmente più alto di più di un metro. Lo possiamo notare dal cambio di colore dei piloni e del muro di contenimento. I piloni hanno una fascia bianca in basso (abitualmente coperta dall’acqua) e scura in alto. Il muro si colora diversamente: è bianca la parte normalmente esposta al sole e scura quella immersa nell’acqua.
Il lago basso porta problemi alla navigazione e alla stabilità delle opere di contenimento. Lo vediamo qui sotto.

Le mura di contenimento sono progettate per “lavorare” insieme alla pressione dell’acqua, che le schiaccia. Con l’assenza prolungata di questa pressione, il muro “esplode”. La foto sopra mostra il cedimento di una parte della copertura.


Susanna Pagani è su:
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