Fenegrò, martedì 29 marzo 2022.
A proposito della mancata qualificazione ai Mondiali, in esclusiva a TMW Radio ha parlato Massimo Piscedda, ex commissario tecnico delle Nazionali giovanili italiane, che ha detto: “Onestamente, io non abbinerei la mancata qualificazione ai Mondiali con un eventuale problema settori giovanili. Altrimenti, avremmo dovuto parlarne al contrario quando abbiamo vinto gli Europei. Detto questo, i problemi ci sono e ci sono sempre stati. Ci sono società che ci credono e investono: pagano strutture, pagano e formano i tecnici. E altre che non lo fanno”.
Tuttavia immagino che sarete d’accordo sul fatto che il sistema calcistico italiano ha molte parti marce. La corruzione e il malcostume sono a tutti i livelli, compreso il calcio giovanile.
Scrive Matteo Pinci sul quotidiano La Repubblica di oggi:
“Nel calcio giovanile si paga per tutto. Persino per giocare. Tra i primissimi a denunciare fu, nel 2018, Massimo Piscedda, ex selezionatore delle giovanili azzurre, parlando di «un malaffare ramificato in modo serio e pericoloso». Il costume è rimasto: nel mondo dilettantistico giovanile, abbondano dirigenti che prendono soldi anche per un provino. Che alla firma del contratto pretendono soldi, minacciando di stracciare il contratto. Qualche famiglia convinta di avere in casa il campione di domani paga. Altri cercano sponsor.
Qualcuno si arrende, ma anche cambiar squadra è difficile: colpa del vincolo sportivo, che lega i giovani alle società fino ai 25 anni. E per questo è spesso causa di abbandono dell’attività, visto che i ragazzi che vogliono andarsene non possono farlo liberamente: se la società non li svincola, l’unico modo per cambiare squadra è pagare. Anche migliaia di euro e sempre in nero. C’è persino chi è riuscito a farne un business personale: «Un responsabile giovanile di Serie A aveva un sistema collaudato », ci racconta un dirigente sportivo. «Quando decideva di ingaggiare un ragazzino, faceva sì che prima lo prendesse una società più piccola con cui aveva rapporti. L’accordo era che quando questa avesse incassato il premio valorizzazione, gli avrebbe riconosciuto una percentuale».”
Se già ai livelli iniziali si ragiona così, come si può pensare di avere un movimento sportivo all’avanguardia e vincente?













